OASI BOZA
L’Oasi Boza nasce da una collaborazione tra LIPU e Città di Cassano Magnago. In passato era una cava per l’estrazione dell’argilla.
Lo specchio d’acqua, formato dalla pioggia dopo la cessazione degli scavi, si è trasformato nel corso degli anni in un significativo ecosistema umido.
Per molto tempo è stato però un ambiente non curato, abbandonato e utilizzato persino come discarica. Oggi la Boza è un’oasi protetta.
Uno sguardo al nostro meraviglioso ecosistema
La fauna dell'oasi boza
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Uno sguardo al nostro meraviglioso ecosistema
La Flora dell'oasi boza
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Cenni Storici
L’Oasi Boza ha un’origine artificiale legata all’estrazione di argilla per la fabbricazione di mattoni, attività un tempo fiorente su tutto il territorio di Cassano Magnago. L’ultima fornace a cessare la produzione è stata proprio quella che ha dato origine allo stagno della Boza, rimasta in funzione sino alla metà degli anni Settanta del secolo scorso.
Mettendo a nudo lo strato argilloso impermeabile, gli scavi industriali hanno favorito la raccolta di acqua piovana, sino alla formazione di uno specchio d’acqua che, nel corso degli anni, è stato progressivamente colonizzato da specie vegetali ed animali tipiche degli ambienti umidi.
Questo, unitamente ad alcuni interventi gestionali, ha portato alla situazione attuale, rappresentata da un ecosistema piuttosto complesso e di elevato valore naturalistico.
Da dove deriva il nome BOZA?
Boza è un nome che viene dato a molti stagni della nostra zona (come anche Buzun, Buzunel) e non solo.
Significa pozza (anche buca, pozzanghera).
Un tempo si scriveva Böza / Bòza per favorire la giusta pronuncia, ma poi il termine si è italianizzato, sia nella grafia, sia nella pronuncia.








Come arrivarci
La “Boza” è un’oasi naturalistica situata nella parte collinare a nord dell’abitato della città di Cassano Magnago (provincia di Varese). L’ingresso è in Via Meucci.
L’Oasi Boza si estende su un’area di circa 4 ettari (40.000 m²) occupati dallo stagno e dalle zone boschive e prative adiacenti.